Riapertura centro yoga - 2 Ottobre 2018

Ajna = potere; comando; conoscenza; percezione; visione.

Cakra (chakra) = cerchio; ruota; vortice; spirale.

Ajna-cakra = il sesto dei sette principali centri energetici che secondo la fisiologia yogica si collocano lungo la colonna vertebrale; localizzato al centro della fronte, nello spazio fra le sopracciglia, è da più fonti ritenuto essere il punto riflesso della ghiandola pineale. E' il regno della luce, della chiara visione, della percezione interiore. Far convergere lo sguardo su questo punto allontana dalle interferenze esterne, aiuta la concentrazione, favorisce l'estraniazione, facilita lo svuotamento della mente, porta conforto e pace al corpo e al cuore, induce all'ascolto profondo e predispone alla meditazione.

 

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“Cerchio del potere illimitato”, o “del comando” : è uno dei sette cakra canonici; identificato da alcuni come il plesso cavernoso, è situato fra le sopracciglia, dove si trova il mistico terzo occhio, ed è raffigurato come un loto a due petali di colore bianco splendente. Questo cakra non è preposto ad alcun elemento, ma sta al di là di essi, come sta al di là di tutti i precedenti cakra. In questo loto che eccelle fra gli altri, i canali ida e pingala s'incontrano per l'ultima volta e anche si uniscono, così come la Varana e l'Asi si uniscono con il Gange nella sacra città di Varanasi, ove dimora Siva Visvanatha (Signore dell'universo) .

Tratto da : Stefano Piano “Enciclopedia dello yoga” v L'ajna chakra nel sushumna corrisponde allo spazio tra le sopracciglia, il trikuta. OM è la lettera seme di questo chakra che è la sede della mente, e si trova nel cerchio di puro bianco al suo interno. Da ciascun lato vi sono due petali, anch'essi bianco puro, e le loro vibrazioni sono rappresentate dalle lettere sanscrite “ham” e “ksham”. L'elemento è avyakta, la nube primordiale di energia e materia indifferenziata. La divinità che lo presiede è Paramasiva. Chi riesce a meditare su questo centro distrugge il karma di tutte le vite passate, e diviene un'anima libera. Si ottiene la conoscenza intuitiva per mezzo di questo chakra, sede del potere e dell'anima primordiali. E' qui che gli yogi pongono coscientemente il loro prana al momento della morte. Tutti gli yogi si concentrano su questo centro e sull'OM.

Tratto da : Centro Yoga Raggio di Sole “Manuale sivananda per maestri di yoga”

La parola 'ajna ' viene dalla radice sanskrita conoscere, obbedire, seguire. Letteralmente 'ajna' significa comando. Ajna Chakra è anche conosciuto come Guru Chakra. Questo è il centro dove risiede il guru interiore. Om è ciò che chiamiamo coscienza. Questo è il suono che appartiene ad Ajna Chakra. La concentrazione su Ajna Chakra porta ad uno stato di comunicazione con la coscienza più elevata e più profonda. La concentrazione su questo punto sviluppa una ghiandola particolare nel corpo fisico conosciuta come ghiandola pineale, che nella struttura fisiologica è anche una parte del cervello. Dove termina la colonna vertebrale, è proprio lì dove è situato Ajna Chakra sotto forma di un nodo, proprio come un nodo di fili, da qui il nome Granthi, Rudra Granthi, il nodo di Shiva. Le energie e le potenzialità di questo centro particolare si manifestano in due diverse direzioni : comunicazione con il proprio Sé interiore; comunicazione con il mondo esterno. Poichè la concentrazione su Ajna Chakra è molto difficile, nel Tantra e nello Yoga è utilizzato un centro conosciuto come Bhrumadhya, il centro fra le sopracciglia, esattamente dove le donne indiane si mettono un segno rosso o dove i pandit o bramini mettono un segno di pasta di sandalo. Il centro fra le sopracciglia può essere contattato con varie tecniche.

Per esempio utilizzando Shambhawi mudra, che consiste nel portare, con gli occhi aperti, le pupille verso il centro in modo tale che siano rivolte verso l'alto. Gli occhi restano aperti, ma sono focalizzati al centro fra le sopracciglia. Così facendo si manifesta un punto di luce all'interno. Continuando ad osservare questo punto ci si immerge nella concentrazione su Ajna.

Tratto da : Paramahansa Satyananda “I Chakra”

Il chakra numero sei è il centro della “vista”, collegato all'elemento luce. Accettare l'oscurità, insieme alla luce, ci permette di percepire senza pregiudizi il vasto regno dell'informazione visiva : è questa l'essenza e la funzione del chakra numero sei. Quando perdiamo i pregiudizi su come le cose “dovrebbero” essere cominciamo a vederle come sono. Quando guardiamo al di là dei limiti possiamo percepire le scelte infinite.

Il “chakra delle sopracciglia”, come viene spesso definito, è localizzato nel centro della testa, dietro la fronte, a livello degli occhi o leggermente al di sopra, a seconda delle persone. E' associato, ma non ne è sinonimo, al terzo occhio, un organo eterico di percezione psichica che fluttua tra i due occhi fisici. Il terzo occhio può essere considerato lo strumento psichico del sesto chakra, come gli occhi fisici sono strumenti di percezione per il cervello. Il chakra stesso può essere considerato come lo schermo che analizza la salute dell'imput visivo che riceviamo dai tre “occhi”. Il terzo occhio ci consente una maggiore comprensione, così come leggere fra le righe di uno scritto ci consente di comprenderne meglio le parole.

Gli Indù chiamano il chakra delle sopracciglia Ajna, che originariamente significava “percepire” e in seguito “comandare”. Una volta aperto l'aspetto percettivo di questo chakra, siamo in grado di comandare meglio la nostra vita, proiettando il contenuto delle nostre visualizzazioni. Il suono seme di questo chakra è OM, con un'enfasi particolare sul suono “mm” che fa vibrare le ossa del volto, stimolando questo centro. Il chakra numero sei è correlato alla ghiandola pineale, una piccola (approssimativamente 10x6 mm.) ghiandola a forma di cono situata nel centro geometrico della testa, all'incirca a livello degli occhi. E' possibile, però, che un tempo fosse localizzata più vicino alla sommità della testa. In alcune specie di rettili lo è ancora e forma una sorta di organo percettivo sensibile alla luce, che assomiglia ad un altro occhio.

La ghiandola pineale, spesso definita la sede dell'anima da Cartesio e da altri, è un mistero per la scienza moderna. Raggiunge il massimo dello sviluppo all'età di sette anni, e si ritiene che influenzi la maturazione delle ghiandole sessuali. Embriologicamente, deriva da un terzo occhio che comincia a svilupparsi nell'embrione e poi degenera.

Si crede che la pineale influenzi sia il sistema endocrino che quello nervoso centrale, ma nessuno è sicuro del modo. Si concorda, in generale, però, sugli effetti della luce. La melanina, una sostanza chimica rilevante per le cellule della pigmentazione, è stata isolata dalla pineale. Si suppone che la produzione di melanina sia scatenata dall'esposizione degli occhi alla luce. Ma un'altra fonte afferma che “i mutamenti nella luce esterna influenzano l'attività pineale...anche quando le strade che mediano la percezione conscia sono state chiuse”.

Tratto da : Anodea Judith “Chakras ruote di vita”

Teoria dello Yoga