Riapertura centro yoga - 2 Ottobre 2018

Ananda, "beatitudine", "gioia".

Assai più che ai piaceri dei sensi il termine fa riferimento a una sorta di felicità purissima, scevra da ogni coinvolgimento con oggetti terreni, quella stessa felicità che è una delle tre caratteristiche principali del Sè, le altre essendo la presenzialità, il fatto di esserci (sat) e la coscienza (cit). Uno degli involucri che avviluppano il Sè è costituito di pura beatitudine (anandamaya-kosa), col che si intende esprimere l'estraneità del principio cosciente anche da questa raffinatissima esperienza, che resta pur sempre in qualche modo ancorata al mondo fenomenico, non riducibile a quel puro soggetto che è il Sè.

 

Anandamaya-kosa, "involucro costituito di beatitudine", è il più interno dei cinque kosa o involucri che il meditante deve rimuovere per raggingere l'atman (intima essenza).

Poichè lo stesso 'atman' è per il Vedanta costituito da essere, coscienza e beatitudine (sat-cit-ananda), occorre distinguere questa gioia infinita ed eterna dalla felicità transeunte dell'involucro : solamente quest'ultima è "sperimentata" nel vero senso della parola, e sorge quando non ci si identifica più con il proprio corpo, soffio o funzioni mentali.

Tratto da : Stefano Piano "Enciclopedia dello Yoga"

SATCITANANDA :

  • SAT
    esistenza
    karma yoga
    il fare quotidiano
    la via dell'azione
  • CIT
    conoscenza
    jnana yoga
    lo studio quotidiano
    la via della conoscenza
  • ANANDA
    beatitudine
    bhakti yoga
    il pregare quotidiano
    la via della devozione

NF.

Il Potere ed il Profitto attraggono, affascinano ed impegnano la mente dell'uomo e non le rimane più energia per cecare la bellezza, l'armonia, la verità, l'amore. Chi si rende chiaramente conto di ciò viene allo Yoga. Viene a cercare i livelli di coscienza più profondi, più sottili, al fine di uscire da quella confusione e da quei conflitti. E' un'evasione? Gli è che fuggiamo il nostro "dovere" verso i simili che soffrono l'umiliazione di essere sfruttati, resi schiavi, in una vita di pene, di povertà e di lotte? Non dobbiamo impegnarci insieme con gli altri per combattere l'inquinamento, le miserie delle metropoli, gli squilibri ed i conflitti tra le nazioni sviluppate e non sviluppate, la povertà, le malattie, e tutto il resto? Possiamo forse ritirarci "dalla mischia" e starcene da parte nei ritiri dell'Himalaya mentre altri soffrono? Non possiamo certo ritirarci dalla battaglia della vita, non possiamo appartarci o fuggire. Dobbiamo dare una mano agli altri per combattere il male, la corruzione, la crudeltà, il delitto, lo sfruttamento. Dobbiamo collaborare per creare un nuovo mondo di armonia, di bellezza, di bontà ed amore.

Ma se noi stessi siamo in confusione, se il nostro animo è in tensione, è irato, ansioso, od ogoglioso, o frustrato, o disperato, o crudele, o geloso, con quello che faremo, qualunque cosa sia, non faremo che aggiungere più confusione, pena e dolore, più sfruttamento e delitto, con la confusione mentale che ci ritroviamo; forse che dopo questa battaglia della vita ci resterà qualche poco di energia per aiutare il prossimo a schiarire la confusione?

La risposta è chiara e semplice. Iniziare a ripulire la mente da confusioni, agitazioni, conflitti e tensioni. Calmare la mente in silenzio, e dal silenzio nascerà la "retta azione", così potente, così piena di energia che genererà la trasformazione. Nel silenzio, quando la mente si è fatta quieta, e l'Ego, ilSè saranno dissolti, "abbandonati", sopravverranno energia, intelligenza, gioia :

SAT, CIT, ANANDA.

Per andare lontano si deve partire da vicino, ed avanzare passo a passo. Incominciate ad armonizzare il vostro respiro ed osservatelo. Osservate come cambia a secondo del vostro stato fisico e psichico; se siete agitati, irritati od angustiati il vostro respiro diviene irregolare. Cercate allora di regolarizzarlo, ma con dolcezza; respirate con l'addome; inspirando, spingete in fuori il ventre, espirando, contraetelo; ma fate piano, con calma, non abbiate fretta. Non dovete pensare che dovete andare in un altro posto; tutto sta dentro di voi; non avete che da trovare, da scoprire.

Quando imparerete a respirare in modo armonioso e regolare, vedrete che la vostra mente non se ne andrà più svolazzando qua e là, ma se ne starà quieta; e voi stessi diverrete meno agitati, meno preoccupati e meno ansiosi, e vi troverete anche in migliore sintonia con il vostro ambiente. Quando la vostra mente è agitata o ansiosa, non siete in grado di vedere, udire o toccare niente; vi siete racchiusi contro il mondo che vi circonda; se invece la vostra mente smette il suo chiecchericcio, avete più tempo per guardare fuori dal vostro "io" e per stabilire relazioni di affetto e di compassione con tutto ciò che vi sta d'intorno. Allora davvero troverete il tempo di pensare al prossimo e di aiutarlo. A mente quieta e ferma, in silenzio, ci sarà tempo a sufficienza, perchè dal silenzio rinascerete nell'Eternità.

Qui, ora stesso potete avere esperienza dell'immensa energia e della potenza che vi giungono quando l'"io" è assente; e quando l'avrete provata una volta, questa energia, questa gioia interna, tutto attorno a voi sarà pieno di gioia.

Tratto da : Theos Bernard "Hatha-Yoga"

Teoria dello Yoga