Riapertura centro yoga - 2 Ottobre 2018

CONCENTRAZIONE

“Concentrazione”. Negli Yoga-sutra di Patanjali la Dharana è il sesto yoganga (“membro dello Yoga”) e il primo delle cosiddette “membra interne” (antar-anga) o “spirituali”assieme al dhyana (meditazione) e al samadhi (perfetto raccoglimento o “enstasi”), indicati anche collettivamente con il nome di samyama (veicolo, disciplina) per sottolinearne la reciproca affinità. Secondo la definizione di Patanjali la Dharana consiste nella fissazione del pensiero in un solo punto. Nel corso di questo esercizio la mente è unicamente consapevole dell'oggetto su cui si fissa e i sensi, non essendo più in contatto coi propri oggetti, cessano di svolgere le loro ordinarie funzioni, facendo quindi progredire il praticante sulla via dell'arresto delle funzioni mentali cui aspira l'intero sistema di Patanjali.

Tratto da : Stefano Piano “Enciclopedia dello yoga”

3.1 La concentrazione (Dharana) consiste nel fissare la coscienza in un punto.

Dharana consiste nel fissare – letteralmente “legare” (bandha) la coscienza a un punto o un luogo (desa) particolare; ciò avviene grazie alle sue capacità di modificarsi, ossia di assumere la forma e le caratteristiche dell'oggetto che contempla : la fissità, e quindi l'unicità della coscienza in rapporto a quel punto, è la base della concentrazione. Vyasa elenca qualcuno di questi ”luoghi”, alcuni dei quali sono in evidente rapporto con i cakra principali : il cerchio dell'ombelico, il loto del cuore, il centro luminoso della testa, la punta del naso, la punta della lingua. Quanto agli oggetti esterni la tradizione li identifica con il sole, la luna, il fuoco, e tutto ciò che, in quanto luminoso, è ritenuto essere in relazione con il divino.

Tratto da : Patanjali “Yoga sutra” a cura di Massimo Vinti e Piera Scarabelli

La dharana (attenzione fissa) consiste nel concentrare e fermare il pensiero su un oggetto-bersaglio, così che l'oggetto prescelto per la meditazione rimanga nitido e a fuoco, mentre ogni altra cosa tutt'intorno scompaia. In questa situazione, pur nell'obliterazione di ogni altro pensiero, continua ad esistere la lucida percezione dell'oggetto sul quale si medita. Nella concentrazione rivolta su di esso continua ad essere mantenuta la distinzione fra il soggetto pensante e l'oggetto stesso : permane dunque il senso dell'identità e di conseguenza anche la percezione dell'alterità di ciò che si medita dal Sè.

Tratto da : Svatmarama “La lucerna dello hatha-yoga (hatha-yoga-pradipika)” a cura di Giuseppe Spera

Dharana/Concentrazione,

il primo dei tre livelli che costituiscono il Raja Yoga (yoga regale), gli altri essendo Dhyana, meditazione e Samadhi, il perfetto raccoglimento, la beatitudine senza aggettivi. Questo in base alla classica suddivisione esposta da Patanjali negli Yoga Sutra secondo la quale Dharana, Dhyana e Samadhi sono gli ultimi tre anga (membra) dell'ashtanga yoga, lo yoga dell'ottuplice sentiero.

Insieme vengono definiti antar-anga, le membra interiori o anche samyama, cioè veicolo, disciplina, metodo attraverso cui attingere lo scopo, realizzare la soppressione degli stati mentali : cittavritti-nirodha. La condizione preliminare è quella di isolarsi dall'esterno, di chiudersi agli stimoli dei sensi, ritrarre, riassorbire : Pratyahara (il quinto dei cinque anga esterni, bahir-anga). Una volta stabilizzatisi in questo “atteggiamento”si può cominciare a fermare la mente fissandola su un unico oggetto.

Può essere qualcosa di esterno o qualcosa di interno, una immagine, il proprio respiro, una zona del corpo, un pensiero, un suono, lo spazio interiore che si spalanca davanti agli occhi chiusi, un punto; l'essenziale è che la mente si fermi su quell'oggetto che abbiamo scelto e rimanga stabilmente ancorata lì.

La costanza nella pratica allena sempre di più il corpo/mente che piano piano si abitua ad acquisire questa condizione sempre più velocemente, quasi meccanicamente e anche ad allungare i tempi in cui la mente riesce a rimanere ferma, stabile, fissa, non distratta e distolta da eventuali interferenze esterne o anche interne.

NF.

Teoria dello Yoga