Riapertura centro yoga - 2 Ottobre 2018

La conquista del distacco mentale e dell'impassibilità Yoga

'Vairagya' significa distacco mentale, equanimità, equilibrio, non-attaccamento; nello Yoga è un requisito molto importante di non facile realizzazione. La mente è irrequieta e difficile da controllare, e così dicasi delle emozioni. Il 'Vairagya', quindi non è troppo facile da realizzare, anzi è difficile anche per chi si dedica all'ascetismo. Swami Sivananda ha scritto in proposito : "Il Vairagya, il distacco, l'impassibilità, il non-attaccamento agli oggetti, è uno stato puramente interno, mentale, non è una semplice manifestazione esterna; un uomo può restare impegnato nel mondo fra il lusso, le donne e la ricchezza e possedere nello stesso tempo un perfetto Vairagya, mentre un monaco che vive in una grotta nelle lontane regioni dell' Himalaya può essere profondamente attaccato alla sua ciotola, al suo bastone da pellegrino, al pezzo di stoffa che indossa".

Per la conquista del distacco e dell'impassibilità Yoga, raccomandiamo in primo luogo la pratica del Mantra-Yoga. Il 'mantra' è una formula psicologica come "io sono la calma ed il distacco" o una sillaba vibratoria come OM ( simbolo e suono di Dio Immanente e Trascendente ). 'Japa' significa la ripetizione di un mantra per un certo numero di volte, di minuti o di ore al giorno. La costante ripetizione di una formula psicologica genera un'autosuggestione sempre più intensa fino a realizzarne il significato, la ripetizione invece di una sillaba vibratoria stimola con la vibrazione verbale una o più parti del corpo e anche le parti più profonde e sottili.

Praticando assiduamente, in forma mentale o verbale, per un minimo di 10/15' di seguito, giornalmente, ed utilizzando inoltre i ritagli di tempo per la ripetizione di un mantra si acquisterà calma interiore, serenità, distacco, assenza di timore, purificazione e controllo della mente, realizzazione del significato del mantra, facilità alla introspezione, sprazzi di illuminazione, estasi mistica; la ripetizione regolare elimina le cattiva tendenze mentali, può curare vari disturbi o malattie di origine psichica, intensifica le impressioni spirituali e rafforza la mente.

Tratto da : Carlo Patrian "Yoga"

La ripetizione del mantra

La ripetizione del mantra era senza dubbio una delle pratiche più incoraggiate da Swami Sivananda. Ogni giorno, giovani e anziani venivano all'ashram a Rishikesh e chiedevano molto semplicemente : “Desidero praticare lo yoga; voglio condurre una vita spirituale. Cosa devo fare per prima cosa?”. Allora, invece di dilungarsi con splendide teorie su Dio, sul sé e sul non-sè, il Maestro diceva : “Ripeti Ram Nam, ripeti il nome di Dio”. Queste persone che venivano chiedendo di essere suoi discepoli erano di temperamenti differenti e appartenevano a religioni differenti, o a nessuna religione. La risposta era sempre la stessa : “Ti darò un mantra. Ripetilo giorno e notte”. E questa risposta era presto seguita dalla domanda : “Cosa possiamo offrirti, tè o caffè?”. Gurudev non incoraggiava a discutere ulteriormente sull'argomento. Chi è Dio? Qual'è il tuo concetto di Dio? : il Maestro evitava tutte queste espressioni speculative. Il suo messaggio era : ”Ripeti il nome di Dio, pratica il japa. Scoprirai dentro di te le risposte a tutte queste domande”.

Sembra troppo semplice? Qual'è la tua preoccupazione? C'è una preoccupazione a parte l'inquietudine della mente? C'è un'entità che crea l'ansietà, una fonte di tristezza a parte la mente? Quando la mente non è attiva (come nel sonno profondo), non c'è ansietà, non c'è tristezza, non c'è alcun problema, non c'è un senso di responsabilità, non c'è il desiderio di lavorare per “la pace nel mondo”, allora, il mondo è pacifico. E' solo la mente attiva, incontrollata e indisciplinata che crea tutti i problemi e ti fa sentire che il problema è tanto importante che devi risolverlo. Perchè non dissolverlo? Quando vedi che tutti i problemi sorgono da una mente inquieta e indisciplinata, non fai altro che fornire alla mente un'attività che, se non altro, è innocua. Naturalmente ogni mantra ha di per sé un grande valore spirituale, ha effetto purificante sulla mente e sull'anima. Ma, in ogni caso, permettendo alla mente di essere costantemente occupata nella ripetizione mentale di un mantra, la stai impegnando e ne stai utilizzando le energie in maniera positiva, non dannosa. La mente non pensa allora a darti fastidio, a creare problemi. Ecco che la creatrice dei problemi si dissolve.

La vita prende il suo proprio corso, la vita non si arresta, perciò il mantra non deve essere ripetuto in sostituzione delle attività quotidiane. Quando il Maestro diceva : “Ripeti il mantra giorno e notte”, egli intendeva proprio dire che il mantra deve essere ripetuto simultaneamente insieme a tutte le attività della vita. Egli diceva : “Mentre fai il 'chapati' (tipo di pane indiano), canta Sri Ram Jaya Ram, Jaya Jaya Ram, così fai insieme tutti e due i lavori”. Se Gurudev ti dava un mantra e un mala (rosario) e gli dicevi, “Farò tre ore di japa la mattina, tre ore il pomeriggio e tre ore la sera, senza fare nient'altro”, ti avrebbe detto, “Getta via il tuo mala e vieni a fare del lavoro”. Uno che non fa altro che passare i grani del rosario sotto le dita, senza dare neanche un bicchiere d'acqua a chi ha sete, è ipocrita ed è uno pseudo-devoto. Non hai bisogno di sederti e guardarti il naso per ripetere il mantra. A volte puoi anche farlo. Ma il mantra può continuare per tutto il giorno e la notte. Il Maestro amava moltissimo la coltivazione del “sottofondo del pensiero”, come chiamava tale pratica. Coltiva questo “sottofondo del pensiero” qualunque sia il mantra o il nome scelto. Che si tratti di un mantra indù, cristiano, mussulmano, giudaico, non importa. Qualunque sia la formula scelta, ripetila in maniera tale che formi un “sottofondo del pensiero”.

La tecnica è del tutto semplice. Appena ti svegli la mattina, anche prima di scendere dal letto, ripeti mentalmente il tuo mantra e lascia che si sincronizzi con il respiro. Questo è il trucco. In un certo senso si fa uso dell'abitudine stessa della mente, la si intrappola nel suo stesso ritmo. Quando la mente trova qualcosa di ritmico, vuole perdersi in essa. Rendi la pratica automatica. Automatica, non meccanica. Se hai osservato la tua mente avrai notato che non quando sei impegnato in un lavoro mentale o fisico la mente crea i problemi, ma quando non stai facendo niente. Quando stai a guardare il soffitto , tutti questi problemi cadono da lassù. Con la pratica del japa, appena il particolare lavoro nel quale sei impegnato termina, la mente scivola automaticamente nel japa, in modo che non ci sia mai un vuoto nel quale la mente possa creare problemi. Questo può essere praticato tutto il giorno a intervalli. Il Maestro, avendo completato il lavoro d'ufficio, la sera, tornava nella sua stanza e faceva dei passi su e giù per la veranda, intonando con grazia “OM OM OM” e si potevano letteralmente vedere i coinvolgimenti della giornata cadere come foglie appassite. E' questo che mantiene la mente sempre fresca, piena di energia e quindi piena di saggezza.

L'effetto diventa ancor più proficuo se possiamo “trasportare” il japa nel sonno stesso, in modo che anche durante il sonno riusciamo a portare avanti il japa subconscio, come Gurudev ci esortava a fare. Come ci si può riuscire? Rendendo il japa abituale. Non è tanto il numero di rosari, quanto piuttosto la profondità di concentrazione dalla quale il Nome sorge che è importante. Lo scrivere il mantra era anche molto lodato da Gurudev come pratica spirituale che avrebbe permesso all'aspirante di ottenere molto facilmente la concentrazione mentale. Una volta egli disse : “Tenete sempre con voi , ovunque andiate, un quadernino, un rosario e una Gita tascabile. Quando avete un intervallo di tempo, invece di costruire castelli in aria, o permettere alla mente di restare in ozio, scrivete dei mantra nel quaderno, fate scorrere in silenzio alcuni grani del rosario, leggete alcuni versi della Gita. Questa è la maniera migliore per ottenere il perfetto controllo della mente”.

Tratto da : Swami Venkatesananda “Lo yoga integrale di Sivananda”

I mantra

I mantra sono delle sillabe in lingua sanscrita, parole o frasi che, quando vengono ripetute durante la meditazione, consentono di accedere a un livello superiore di consapevolezza. La ripetizione del mantra ( japa ) non solo vi fornisce un punto preciso su cui focalizzare la mente, ma libera anche l'energia racchiusa in quel suono. L'energia si manifesta creando nella mente una particolare configurazione di pensiero. E' quindi importante pronunciare il mantra in modo corretto. La ripetizione del mantra conduce al pensiero puro in cui la vibrazione sonora si fonde con la vibrazione del pensiero, al di là dei significati. Così la ripetizione del mantra vi porterà in uno stato di reale meditazione, oltre il dualismo, oltre la separazione tra voi e l'oggetto della meditazione.

Vi sono tre tipi principale di mantra : i mantra 'saguna' che si rivolgono a divinità specifiche o ad aspetti dell'Assoluto; i mantra 'nirguna' che sono astratti e manifestano l'identificazione di chi medita con l'Assoluto; i mantra 'bija' che sono aspetti dell'OM e che derivano direttamente dai suoni primordiali. La cosa migliore è di venire iniziati ai mantra da un guru che vi comunicherà la sua energia; ma se questo non è possibile, praticate la meditazione ripetendo i mantra, scegliendone uno di vostro gradimento.

Ripetizione del mantra ( japa )

Si può pronunciare il mantra ad alta voce, dicendolo o cantandolo, oppure sussurrandolo o anche solo pensandolo. La ripetizione del mantra a livello mentale è più efficace perchè i mantra usano una lunghezza d'onda molto diversa da quella dei suoni. All'inizio, tuttavia, quando concentrarvi rappresenta ancora un grosso problema, potrete iniziare la meditazione dicendo il mantra ad alta voce, per poi sussurrarlo e ripeterlo infine mentalmente. Qualunque sia la forma di japa che utilizzate, è utile coordinare il mantra con la respirazione.

I mantra nirguna

OM E' il mantra originario, la radice di tutti i suoni e delle lettere e quindi di tutte le lingue e di tutti i pensieri. La 'O' nasce dal profondo del corpo e sale lentamente congiungendosi con la 'M' che risuona quindi dentro la testa. Ripetere OM per venti minuti fa rilassare tutte le parti del corpo. SOHAM Questo mantra viene inconsciamente ripetuto tutte le volte che si respira, SO durante l'inspirazione e HAM durante l'espirazione. Il suo significato è 'io sono questo', al di là del corpo e della mente, in unità con l'Assoluto. Tratto da : Centro Yoga Sivananda “Il nuovo libro dello yoga”

Effetti della recitazione di un Mantra

Meditare con i Mantra ci permette di raggiungere risultati immediati e duraturi che potrebbero essere raggiunti solo con pratiche estremamente dure e continuative. Innanzitutto è importante ricordate che la diversa recitazione di un Mantra provoca effetti diversi : se viene ripetuto ad alta voce esso provoca una modificazione sulla MATERIA, se viene sussurrato ha un impatto sulla PSICHE, se viene pronunciato mentalmente, in silenzio, allora agisce sullo SPIRITO.

A livello FISICO, cantare a voce alta ha grandi benefici, in quanto massaggia gentilmente tutti gli organi interni; suoni diversi richiedono un coinvolgimento di aree diverse del corpo e del viso, quindi la tonicità e la flessibilità del corpo e del viso ne sono influenzati positivamente; il respiro è rinforzato e regolato dalla recitazione ritmata, agevolando un processo di respirazione più naturale che influenza positivamente il livello emozionale; la circolazione del sangue migliora ed è regolata anche la temperatura del corpo, e questo influenza positivamente lo stato mentale; il modo in cui usiamo i muscoli del viso e della lingua influenza i meridiani energetici ed invia messaggi al cervello. A livello EMOZIONALE, la regolazione del respiro dovuta alla recitazione ritmica del Mantra produce un effetto stabilizzante; combinando sia gli aspetti fisici che quelli mentali, ci apporterà automaticamente un modo di respirare armonioso, e potremo sostenere questo esercizio per un lungo periodo di tempo, senza sforzo, Cantare un Mantra quando siamo percorsi da una forte emozione, ci darà ancora più energia invece che togliercela; potremo allora liberarci dai blocchi emozionali e vivere più pienamente il momento presente. Molte terapie puntano a liberare i blocchi emotivi e i sentimenti nascosti, ma non è facile ottenere un risultato degno di nota, poiché spesso siamo spaventati dalle possibili conseguenze derivanti dall'affrontare le emozioni che sono state lungamente represse. Quando cantiamo un Mantra il processo di riportare a galla le nostre sensazioni più profonde avviene in maniera dolce, ma efficace : possiamo così imparare a fronteggiarle ed evitare di seppellirle nuovamente in noi stessi.

L'espressione sicura ed armoniosa delle emozioni fa parte dell'essere umano, e la meditazione con i Mantra è una delle tecniche più efficaci e piacevoli per riequilibrare questo aspetto del nostro essere. A livello MENTALE, il recitare una parola con la bocca mentre dentro di noi conduciamo un altro tipo di dialogo, crea una dualità e una tensione interna, infatti i benefici di un Mantra a livello mentale possono sorgere solo quando la mente si relazione con la parola che viene pronunciata. Il Mantra è uno strumento con il quale possiamo modificare la vibrazione della mente : MAN=mente, TRA=vibrare. Per questo motivo, all'inizio sarà difficile mantenere la concentrazione, essendo la mente stessa messa a confronto con i suoi attaccamenti e con i suoi giochi e le sue strategie, dalle quali essa è dipendente nonostante la loro inefficienza. Gradualmente però essa comincerà a riconoscere l'effetto energetico prodotto dalla semplice e ritmica ripetizione del Mantra e, tramite la pratica di questa accessibile disciplina, andremo divenendo consapevoli dei processi del pensiero meno cosciente che esistono, come una corrente sotterranea, nella nostra mente. Allora i pensieri diventano meno caotici e il conflitto della mente si acquieta, mentre l'intuizione diventa la vera guida della nostra esistenza. Gli aspetti più tecnici del Mantra hanno a che vedere con la frequenza e con la vibrazione. Combinazioni diverse di frequenza producono stati diversi di coscienza, mentre le ghiandole pituitaria e pineale aumentano la loro secrezione; si accede così ad altre dimensioni di percezione che non sono raggiungibili dalla mente razionale.

Tratto da : Daniela Marretti “Pamphlet sui Mantra”” Bibliografia : Shiv Charan Singh “Mantra : essential priciples essential sounds”

Che cos'è il Mantra?

Un Mantra è una combinazione di sillabe sacre che formano un nucleo di energia spirituale; il suo scopo è quello di fungere da magnete per attrarre le vibrazioni spirituali o da lente per metterle a fuoco. Secondo le Upanishad, le antiche scritture dell'India, la dimora originale del Mantra era il Parma A kasha, o etere primordiale, l'eterno e immutabile substrato dell'universo da cui l'universo stesso è stato creato nell'emettere il primo suono, 'Vach'. Un simile resoconto si può trovare nel Vangelo di San Giovanni : “All'inizio era il Verbo”. Il mantra non è una preghiera. Una preghiera è formata da parole di supplica scelte dal devoto, mentre il Mantra è una combinazione di parole e di suoni : l'incarnazione di una particolare forma di consapevolezza, o Sakti. La radice 'man' significa in sanscrito “pensare”, il suffisso 'tra' deriva invece da 'trai' che vuol dire “proteggere” o “liberare dal vincolo del samsara (catena delle rinascite) o del mondo fenomenico”. Di conseguenza la traduzione del termine Mantra è : “il pensiero che libera e protegge”. In un Mantra ci sono però molti livelli di significato che devono essere sperimentati perchè siano effettivamente compresi, in quanto una spiegazione intellettuale abbraccia soltanto una piccola parte di ciò che esso vuole dire. Il canto o la recitazione dei Mantra attiva e accelera la forza creativa spirituale, promuovendo armonia in tutte le parti dell'essere umano. Il devoto viene gradualmente convertito in un centro vivente di vibrazione spirituale che è sintonizzato con qualche altro centro di vibrazione infinitamente più potente, e tale energia può essere acquisita e diretta a beneficio di chi la usa e di altri.

I Mantra sono stati trasmessi di generazione in generazione da guru a discepoli, e in questo processo il potere dei Mantra è aumentato enormemente. Miliardi di ripetizioni da parte di innumerevoli devoti nel corso dei secoli hanno portato alla formazione di una vasta riserva di potere che aumenta la forza spirituale insita nei Mantra. Il 'raga' (melodia) è paragonabile alla linea melodica occidentale : un suono o una sequenza di singoli suoni senza armonia. Quando si recita un Mantra è di estrema importanza non cambiare il raga e la sua chiave, perchè la cadenza di vibrazione su cui il suono è basato costituisce una parte integrante del Mantra. Tutta la musica indiana è basata sulla comprensione che in ogni suono esistono due aspetti : l'espressione udibile e la sottile essenza-suono che trasporta il significato e che deriva dallo Spirito eterno. Questa essenza è chiamata 'Shabda' oppure “Vach”.

Quando la parola pronunciata viene formulata in maniera perfetta sia interiormente che esternamente, si realizza un contatto con questo potere che si manifesta come un'immagine. Praticare il Mantra-Yoga per un lungo periodo di tempo porta ad acquisire la consapevolezza che i suoni creano effettivamente delle immagini e che certe immagini hanno un suono peculiare. Attraverso una ripetizione corretta e costante del Mantra si può essere aiutati a liberare una grande energia all'interno del corpo fisico, mentale, emotivo e spirituale. Grazie a questo aumento di energia potete anche entrare in contatto con il Divino dentro di voi, con il vostro vero Io, il vostro Io Superiore. Mediante il costante ricordo o pensiero rivolto al Mantra, la persona viene proiettata lontano dal 'maya', il mondo illusorio; attraverso la ripetizione di queste parole, formule, si raggiunge la meta del Mantra Yoga, che ( come in tutti gli yoga ) consiste nell'unione della coscienza individuale con la Coscienza Cosmica.

Tratto da : Swami Sivananda Radha “Mantra, l'energia spirituale dei suoni e delle parole”

 

Teoria dello Yoga