Riapertura centro yoga - 2 Ottobre 2018

" I segni di perfezione in Hatha-Yoga sono i seguenti : il corpo diventa più snello, il linguaggio eloquente, i suoni interiori vengono uditi distintamente, gli occhi si fanno chiari e luminosi, il corpo si libera da tutte le malattie e dall'obesità, il fluido seminale viene controllato, i poteri digestivi aumentano e i Nadis purificati " Hatha-Yoga Pradipika

Che cosa significa Hatha? Significa "forza, violenza, ostinazione, pertinacia". Nello Hatha-Yoga, infatti è richiesto un certo sforzo, sia pure controllato, e grande ostinazione, pertinacia e costanza nella pratica. La salute e l'efficienza sono sorrette, afferma lo Yoga, dal mantenimento dell'armonia di due opposte "correnti" che potremmo definire "elettropsicobiologiche" esistenti nel motore umano, correnti che trovano un'analogia con quella elettrica ove abbiamo i poli positivo e negativo.

 

Nell'uomo il positivo (Ha o Pingala) vibra nella parte destra del corpo, e il negatico (Tha o Ida) nella sinistra, e hanno relazione e simbolizzazione astronomica col Sole (+) e con la Luna (-). Dalla buona vibrazione di queste due correnti dipendono la salute e il buon andamento del complesso meccanismo umano. Lo scopo dell'Hatha-Yoga è quello di armonizzare, di unire in armonia questi "poli" psicofisici e ciò significa "salute" per chi mira solo alla propria efficienza, oppure, in un senso più profondo, "autorealizzazione" per chi aspira a fini superiori.

Tratto da : Carlo Patrian "Yoga"

Hatha-Yoga = "Yoga dello sforzo". Metodo di reintegrazione che , attribuendo grande valore al corpo, mira ad ottenere una realizzazione spirituale mediante discipline psico-fisiche. La comparsa dll'Hatha-Yoga è legata al nome di Goraksanatha o Gorakhnat, fondatore dei Gorakhnatin o kamphata-yogin ( yogin dalle orecchie forate, perchè durante l'iniziazione si perforano le orecchie ), la cui figura rimane avvolta nella leggenda e deformata da numerosi miti documentati in tutta l'India occidentale e settentrionale. Vissuto forse fra l'XI e il XII secolo, Gorakhnat realizzò una sintesi fra alcune tradizioni saiva - seguaci di Siva - (Pasupata), il tantrismo e la dottrina dei siddha (perfetti).

I kamphata-yogin hanno chiamato Hatha-Yoga la loro dottrina, ma il termine finì presto per indicare l'insieme delle forme e delle discipline tradizionali con le quali si arriva a dominare il corpo. Il termine 'hatha' (letteralmente "sforzo violento") è composto di 'ha' "sole" e 'tha' "luna" con riferimento simbolico al passaggio dell'aria nella narice destra, assimilata al sole, e nella sinistra assimilata alla luna. Lo Hatha -Yoga intende essere l'insieme dei due respiri e si propone come obiettivo il 'samadhi', cioè l'annullamento della dualità, che si realizza quando Kundalini, l'energia latente nel corpo umano, viene resa attiva.

Tratto da : Stefano Piano "Enciclopedia dello Yoga"

Secondo la tradizione indiana, con il corpo concreto, tangibile e visibile, "grosso" (sthula-sarira), che nasce, invecchia e muore, veglia e dorme, si nutre, soffre e prova piacere, coesiste un corpo "sottile" (linga-sarira), il quale, invisibile e intangibile, è presente in un diverso livello di realtà; esso obbedisce a ben determinate regole, che Mircea Eliade definisce, nel loro complesso come "fisiologia mistica". E' su questo corpo sottile che opera lo Hatha-Yoga, e ogni operazione yoghica che si compie ha una precisa risonanza su di esso.

'Ha' è uno dei nomi di Surya, il Sole, e 'Tha' indica Candra, la Luna : 'hatha' è quindi lo Yoga della unificazione della Luna col Sole, del flusso di 'ida' con quello di 'pingala', che avviene all'interno di 'susumna'. Susumna, dunque, è il luogo vuoto dove trova finalmente stabilità il 'prana', dove il piano delle polarità è definitivamente superato, ed è altresì il percorso della Potenza (Kundalini-Sakti) verso Parama-Siva. Essa attraversa sette 'cakra' (lett. ruote) detti anche 'padma' (loti), zone nevralgiche della fisiologia sottile indiana, la cui attivazione consente allo yogin di ottenere poreri soprannaturali, che principalmente si manifestano nel dominio dell'elemento preposto al cakra stesso.

Tratto da : Svatmarama " La lucerna dello Yoga (Hatha-Yoga Pradipika) " a cura di Giuseppe Spera

La chiave di accesso alle dinamiche energetiche che possono trasformare l'uomo ed espanderne le potenzialità è costituita da una serie di pratiche definite 'hathayoga'. L'etimologia del termine si presta a una duplice interpretazione : da un lato 'hatha' significa "violento, forzato", e dall'altro fusione di 'ha' il "sole" e 'tha' la "luna". Considerando la doppia accezione del termine, ne scaturisce che le tecniche dell'hathayoga sono estremamente ardue e realizzabili da pochi e che sono finalizzate a un processo di unificazione e trascendimento delle polarità. Quest'ultimo evento è favorito da complesse tecniche di 'pranayama' ove il respiro passa dalla narice destra, solare, a quella sinistra, lunare, e viceversa fino all'unificazione e alla sospensione di inspiro ed espiro, ovvero di 'prana ' e 'apana'.

Per questo 'asana' e 'pranayama' divengono centrali nella prassi e le norme di purificazione corporale si fanno tanto minuziose, proprio perchè più pure sono le 'nadi', i canali di scorrimento, meglio fluisce in esse il prana.

Tratto da : Marilia Albanese "Lo Yoga"

Non bisogna confondere lo Hathayoga con una semplice tecnica ginnica e profana : chè se i suoi fondamenti sono fermamente ancorati nella fisiologia, i suoi risultati effettivi si ottengono esclusivamente attraverso una "fisiologia mistica". Anche le nozioni elementari di salute, di forza, di benessere, vanno comprese con le loro valenze sacre. La forza magnificata dallo Hathayoga non è già quella di un atleta, ma la forza di un mago, di un "uomo-dio". Lo Hathayoga riscopre il valore concreto del corpo e della vita umana, e vuole ottenere la "salvezza" a suo modo, prendendo le mosse da quel corpo stesso la cui fisiologia egli trasforma in una fisiologia mistica.

Tuttavia da una lettura attenta dei testi hathayogici emerge che tale fisiologia, e le pratiche relative, costituiscono semplicemente i preliminari del metodo. La conoscenza e la padronanza del corpo sono certo cose necessarie, poichè il corpo è il solo strumento efficace per il raggiungimento della "salvezza", ma il vero Hathayoga implica una conoscenza e una esperienza di "fisiologia mistica" : il controllo cioè di "vene", "arterie", "centri" e "nervi" che non sono identificabili anatomicamente e che costituiscono un "corpo mistico" (sottile) sovrapposto al corpo fisico. Scopo precipuo delle pratiche tantriche e hathayogiche è il fortificare tali organi

occulti, il"risveglio" dei centri mistici (cakra), onde preparare il "risveglio" della misteriosa 'kundalini'. Con il che si raggiunge il fine ultimo della tecnica tantrica e hathayogica.

Tratto da : Mircea Eliade "Tecniche dello Yoga"

Se lo yoga nel suo complesso può essere inteso come una forma mentis, un atteggiamento interiore, un "modo di stare al mondo", lo hathayoga è la forma tangibile, materica, concreta, l'atteggiamento posturale di questo "modo di stare al mondo".

NF. 

Teoria dello Yoga