Riapertura centro yoga - 2 Ottobre 2018

Lo yoga non ha un'origine precisa, le sue tecniche psico-fisiche erano conosciute ed applicate in tempi assai remoti, come attestano gli scavi effettuati sotto la direzione di John Marde nella valle dell'Indo (Ponjab), a Moherjo-Daro ed a Harappa. Gli scavi portarono alla luce i resti di una antichissima civiltà, fatta risalire a ben 3000 anni a.C Si rinvennero placchette, amuleti, sigilli e figurine varie, rappresentanti divinità o asceti in atteggiamenti Yoga (asanas), che mostravano già una certa organizzazione. Questo periodo durò circa 1000 anni secondo John Marshall, cosicchè addizionando i 3000 a.C. cui risale codesta civiltà, gli studiosi fanno risalire lo Yoga a 6000 anni dall'era attuale. Lo Yoga originò varie branche, e alcune correnti filosofico-religiose trovarono utile apparentarsi con esso a motivo della medesima meta da realizzare. Tuttavia lo Yoga originale, lo Yoga classico e più conosciuto lo troviamo espresso in Patanjali e nei suoi Yoga-Sutras.

 

Il termine "Yoga" ( sotto il quale troviamo tutte le tecniche fisiche, mentali e spirituali praticate assiduamente in ogni parte dell'India, da Ceylon all'Himalaya, e che vennero integralmente adottate dai Lamas del Tibet, da alcuni scrittori mistici della Mongolia e della Cina e che furono realizzate specialmente nei conventi Zen giapponesi ) proviene dalla radice sanscrita yu che significa "aggiogare,unire, legare assieme (di cavalli e carro)" e ricorre particolarmente nel Rig-Veda ( il Veda degli Inni, il più antico libro sacro indiano ) nonchè in moltissimi altri testi antichi sanscriti. "Yoga" va quindi interpretato come "l'atto di aggiogare, di unire, di attaccare" il cui significato può essere esteso e trasferito al controllo del corpo, della mente (manas) e dei sensi (indryas) : "cavalli assai ribelli per i quali è necessario il ' giogo ' della disciplina yogica". A questa prima interpretazione del termine "Yoga" altre si affiancano, per esempio quella di "associazione, connessione, unione" dello spirito individuale (Jivatma) con quello universale (Paramatma), definizione che troviamo in un celebre e fervido poema mistico indiano, il Bhagavad-Gita (II sec a,C.).

Tratto da : Carlo Patrian "Yoga"

Le origini dello yoga si perdono nell'antichità, in quanto lo yoga è considerato una scienza di vita di natura divina rivelata ai saggi illuminati in meditazione. La più antica testimonianza archeologica della sua esistenza è rappresentata da una serie di sigilli di pietra che raffigurano delle posizioni yoga ritrovati nella valle dell'Indo e che si pensa risalgano al 3000 a.C. circa. Lo yoga viene menzionato per la prima volta nella vasta collezione di scritture, i Veda, che risalgono per lo meno al 2500 a.C. , ma è nelle Upanishad, l'ultima parte dei Veda, che si trovano i fondamenti dell'insegnamento dello yoga e della filosofia conosciuta come Vedanta, la cui idea centrale è che alla base dell'intero universo vi sia una realtà assoluta o consapevolezza, il Brahman. Attorno al VI secolo a.C. fecero la loro comparsa due importanti poemi epici : il Ramayana, scritto da Valmiki e il Mahabharata scritto da Vyasa e contenente la Bhagavad Gita, probabilmente il più noto degli sritti yoga. Nella Gita, Brahman, incarnato come Krishna, inizia il guerriero Arjuna allo yoga e, in particolare, gli insegna come raggiungere la liberazione attraverso l'adempimento dei propri compiti durante la vita (adempiere il proprio dharma).

Tratto da : "Il nuovo libro dello yoga" Centro Yoga Sivananda

1.1 " ORA ( ATHA ) L'ISTRUZIONE SULLO YOGA " La parola 'atha', oltre a significare 'ora', 'adesso', quando è collocata all'inizio di un testo ha la funzione di aprire il discorso, di indicare l'oggetto della esposizione che seguirà. Nel caso in questione, si tratta dell'insegnamento dello yoga che sta per essere impartito.

1.2 " LO YOGA E' LA SOPPRESSIONE ( NIRODHA ) DELLE MODIFICAZIONI ( VRITTI ) DELLA COSCIENZA ( CITTA ) " Con il secondo sutra Patanjali fornisce, senza alcun preambolo, la definizione dello yoga e, al tempo stesso, la condizione grazie alla quale esso si instaura. l'espressione che usa è composta, purtroppo per noi Occidentali, da tre parole difficilmente traducibili, sul cui significato tuttavia varrà la pena di soffermarsi, essendo questo sutra il cardine su cui ruoterà l'intera opera di Patanjali .

'Nirodha' è un termine che indica controllo, inibizione, soppressione.

'Citta' deriva dalla radice cit, che denota l'atto di pensare, di riflettere, e rappresenta l'attività mentale, il pensiero, la coscienza. ,

'Vritti' deriva dalla radice vrt, che suggerisce l'idea di una attività rotatoria e vorticosa; nel nostro contesto questa parola assume un significato negativo, indicando la tendenza dispersiva della coscienza conseguente alla situazione di squilibrio esistente tra le sue componenti o qualità ( guna ).

Il sutra definisce quindi lo yoga come la soppressione dell'agitazione della coscienza.

Tratto da : Patanjali " Yoga Sutra" a cura di Massimo Vinti e Piera Scarabelli

L'analisi del nome consente di cogliere meglio la duplice valenza della parola YOGA : essa deriva dalla radice yui che significa unire, aggiogare, raffrenare e anche unione e indica l'incontro che deve avvenire tra il Sè individuale (jivatman) e il Sè universale (paramatman), il finale riassorbimento dell'uno nell'altro. Nello stesso tempo, essa allude anche all'aggiogamento, alla repressione, anche violenta, degli istinti, al controllo totale della mente (manas), indispensabile per raggiungere i vertici della disciplina stessa.

Tratto da : Svatmarama " La lucerna dello hatha-yoga (hatha-yoga-pradipika) " a cura di Giuseppe Spera

Gli disse allora Dattatreya (1) : " Quando guardavi nei mari, ero il Mare; quando guardavi nelle montagne, ero la Montagna; quando guardavi gli alberi, gli uccelli, le nubi, i bambini, i vecchi, la morte, la vita, IO ERO QUELLO; quando guardi dentro te stesso io sono là, non c'è nessun luogo ove io non sia. Quando tu separi il tuo "io" da ciò che "è", sei in angoscia ed in pena; quando tu vedi il Vero dell' "UNITA' " esistono soltanto felicità ed amore". (1) Dattatreya = l'Illuminato, l'eterno Guru. L'interlocutore è Gorakha Nath, il grande Yoghi.

NF.

Teoria dello Yoga