Riapertura centro yoga - 2 Ottobre 2018

Lo yoga ha la sua leggenda. ne sono protagonisti il dio Siva, la sua amata sposa, la dea Durga (Parvati) e un pesce (Matsya).

"Siva il propizio" è il nome del Disintegratore o Distruttore (ma anche dio della riproduzione) che si incarna nel terzo dio della Trimurti indù o Triade. Gli altri due sono Brahma e Vishnu, il "Creatore" e il "Preservatore". Siva ha tre occhi, uno dei quali è sulla fronte. Rappresentano figurativamente la sua facoltà di vedere le tre divisioni del tempo (passato, presente e futuro), mentre una luna crescente, sopra l'occhio centrale, indica la misura del tempo dei mesi; un serpente attorno al suo collo indica la misura degli anni, e una seconda collana di teschi con altri serpenti attorno alla sua persona indica la perpetua evoluzione delle ere.

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Lo yoga non ha un'origine precisa, le sue tecniche psico-fisiche erano conosciute ed applicate in tempi assai remoti, come attestano gli scavi effettuati sotto la direzione di John Marde nella valle dell'Indo (Ponjab), a Moherjo-Daro ed a Harappa. Gli scavi portarono alla luce i resti di una antichissima civiltà, fatta risalire a ben 3000 anni a.C Si rinvennero placchette, amuleti, sigilli e figurine varie, rappresentanti divinità o asceti in atteggiamenti Yoga (asanas), che mostravano già una certa organizzazione. Questo periodo durò circa 1000 anni secondo John Marshall, cosicchè addizionando i 3000 a.C. cui risale codesta civiltà, gli studiosi fanno risalire lo Yoga a 6000 anni dall'era attuale. Lo Yoga originò varie branche, e alcune correnti filosofico-religiose trovarono utile apparentarsi con esso a motivo della medesima meta da realizzare. Tuttavia lo Yoga originale, lo Yoga classico e più conosciuto lo troviamo espresso in Patanjali e nei suoi Yoga-Sutras.

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" I segni di perfezione in Hatha-Yoga sono i seguenti : il corpo diventa più snello, il linguaggio eloquente, i suoni interiori vengono uditi distintamente, gli occhi si fanno chiari e luminosi, il corpo si libera da tutte le malattie e dall'obesità, il fluido seminale viene controllato, i poteri digestivi aumentano e i Nadis purificati " Hatha-Yoga Pradipika

Che cosa significa Hatha? Significa "forza, violenza, ostinazione, pertinacia". Nello Hatha-Yoga, infatti è richiesto un certo sforzo, sia pure controllato, e grande ostinazione, pertinacia e costanza nella pratica. La salute e l'efficienza sono sorrette, afferma lo Yoga, dal mantenimento dell'armonia di due opposte "correnti" che potremmo definire "elettropsicobiologiche" esistenti nel motore umano, correnti che trovano un'analogia con quella elettrica ove abbiamo i poli positivo e negativo.

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"Molte persone dormono senza eliminare le loro tensioni, questo è definito Nidra. Nidra significa sonno, non importa come o perchè, ma Yoga NIdra significa sonno dopo essersi liberati dagli affanni. Esso è di una beata ed insieme elevata qualità".

Quando la consapevolezza è separata e distinta dalle vritti, quando veglia, sogno e sonno profondo scorrono come nuvole, ma tuttavia la consapevolezza di atma rimane, questa è l'esperienza del rilassamento totale.

Rilassamento non significa sonno. Rilassamento significa essere beatamente felici. Senza fine. Io chiamo beatitudine il rilassamento assoluto. Sonno è una questione differente. Sonno dà solamente un rilassamento alla mente e ai sensi. Beatitudine rilassa l'atma, il sè interiore; per questo, in Tantra, Yoga Nidra è la soglia del Samadhi".

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La conquista del distacco mentale e dell'impassibilità Yoga

'Vairagya' significa distacco mentale, equanimità, equilibrio, non-attaccamento; nello Yoga è un requisito molto importante di non facile realizzazione. La mente è irrequieta e difficile da controllare, e così dicasi delle emozioni. Il 'Vairagya', quindi non è troppo facile da realizzare, anzi è difficile anche per chi si dedica all'ascetismo. Swami Sivananda ha scritto in proposito : "Il Vairagya, il distacco, l'impassibilità, il non-attaccamento agli oggetti, è uno stato puramente interno, mentale, non è una semplice manifestazione esterna; un uomo può restare impegnato nel mondo fra il lusso, le donne e la ricchezza e possedere nello stesso tempo un perfetto Vairagya, mentre un monaco che vive in una grotta nelle lontane regioni dell' Himalaya può essere profondamente attaccato alla sua ciotola, al suo bastone da pellegrino, al pezzo di stoffa che indossa".

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CONCENTRAZIONE

“Concentrazione”. Negli Yoga-sutra di Patanjali la Dharana è il sesto yoganga (“membro dello Yoga”) e il primo delle cosiddette “membra interne” (antar-anga) o “spirituali”assieme al dhyana (meditazione) e al samadhi (perfetto raccoglimento o “enstasi”), indicati anche collettivamente con il nome di samyama (veicolo, disciplina) per sottolinearne la reciproca affinità. Secondo la definizione di Patanjali la Dharana consiste nella fissazione del pensiero in un solo punto. Nel corso di questo esercizio la mente è unicamente consapevole dell'oggetto su cui si fissa e i sensi, non essendo più in contatto coi propri oggetti, cessano di svolgere le loro ordinarie funzioni, facendo quindi progredire il praticante sulla via dell'arresto delle funzioni mentali cui aspira l'intero sistema di Patanjali.

Tratto da : Stefano Piano “Enciclopedia dello yoga”
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Il “saluto al sole” non è una postura (asana), ma una sequenza dinamica che si esegue all'inizio della classe di Hatha-Yoga per riscaldare e stirare il corpo; allunga e rende elastica tutta la muscolatura e stimola i centri energetici; ogni movimento è abbinato ad una precisa fase respiratoria, ma si può anche eseguire lasciando scorrere liberamente il respiro. In genere si eseguono due o più (fino ad un massimo di 12/16) cicli completi che comprendono ciascuno 12 passaggi; si possono introdurre diverse varianti; l'inizio di ogni ciclo può essere abbinato alla vocalizzazione di un mantra.

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Shavasana, letteralmente 'la posizione del cadavere', è la postura classica del rilassamento. In genere si utilizza fra un'asana e l'altra come intervallo di ascolto; alla fine della sequenza come rilassamento finale; è possibile utilizzare S. anche all'inizio della pratica, in alternativa alla postura seduta, come momento di raccoglimento e di allontanamento dalle tensioni della quotidianità. Ci si sdraia in posizione supina lasciando che il corpo trovi il suo assetto ideale e in modo da sentirsi comodi, a proprio agio e caldi ( è opportuno coprirsi perchè durante il rilassamento la temperatura tende ad abbassarsi ); utilizzando inspirazioni ed espirazioni si lascia che il corpo vada via via adagiandosi ed aderendo al suolo fino a diventare tutt'uno con il pavimento; con gli occhi chiusi e rilassati si inizia il percorso guidato nelle varie parti del corpo alle quali si porta la percezione, la consapevolezza, il respiro; utilizzando espirazioni profonde si va via via allentando ed infine abbandonando ogni singola parte.

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Teoria dello Yoga